Luglio 2008
dal 3 luglio 2008, ore 21.15
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
Regia di Riccardo Cavallo
Traduzione di Simonetta Traversetti
Produzione di Politeama s.r.l.
(Riposo tutti i lunedì)
La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. E’ comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre).
Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck.
“Sogno di una notte di mezza estate”, scritta in occasione di un matrimonio, è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge.
Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti. Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia.
E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie.
La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico.
Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda.
Regia Riccardo Cavallo
Traduzione Simonetta Traversetti
Costumi Manola Romagnoli
Scene Silvia Caringi e Omar Toni
Consulente musicale Stefano De Meo
Aiuto Regia Francesca Romana De Berardis, Mario Schitzer, Livia Saccucci
Disegno e luci Umile Vainieri
Disegno e audio Franco Patimo
Direttore di scena Stefano Mazzola
Interpreti
Teseo, duca d’atene Nicola D’Eramo
Ippolita, regina delle amazzoni Daniela Tosco
Egeo, padre di Ermia Stefano Mondini
Ermia Valentina Marziali
Lisandro, innamorato di Emia Daniele Grassetti
Demetrio Marco Paparella
Elena Federica Bern
Filostrato Fabrizio Amicucci
Oberon, Re degli elfi Gianni De Feo
Titania, regina delle fate Claudia Balboni
Fata Cristina Noci
Puck Fabio Grossi
Peter zeppa Marco Simeoli
Nick chiappa Gerolamo Alchieri
Fancis ciufolo Roberto Stocchi
Tom beccuccio Alessio Caruso
Tassello Andrea Pirolli

dal 19 luglio 2008, ore 21.15
RE LEAR
di William Shakespeare
Regia di Daniele Salvo
Traduzione di Emilio Tadini
Produzione di Politeama s.r.l.
(Riposo tutti i lunedì)
Questa tragedia, scritta da Shakespeare nel 1605, periodo durissimo per l’Inghilterra a causa di una gravissima crisi economica, rispecchia le condizioni di incertezza dell’epoca.
Il potere, in quel momento di caos assoluto, divenne assolutamente ingestibile.
Ci ritroviamo di fronte ad una società in cui i vecchi cedono il potere perché la situazione è ormai incontrollabile e la deriva culturale ed umana è irreparabile.
Il ricambio generazionale non è più possibile perché tutti i migliori istinti e le più alte necessità sono stati soffocati. I giovani, ostacolati in ogni modo dalle classi dirigenti e non educati ad un sano rapporto con la società, non seppero affrontare le responsabilità di governo e si persero in vani conflitti motivati da sfrenate ambizioni personali e velleitarismi.
Lear è un leggendario sovrano della Britannia vissuto alcuni secoli prima di Cristo che, vicino alla vecchiaia, aveva deciso di dividere il suo regno fra le tre figlie e i mariti che avrebbe loro assegnati, pur mantenendo l'autorità regale. Lear è la tragedia dei padri incapaci di capire i loro figli, padri che sono “ciechi di fronte all’adulazione dei figli che li vogliono ingannare e ciechi di fronte alla devozione dei figli che invece li amano” .
Re Lear paga i suoi errori “politici” a caro prezzo. Sino a quel momento ha potuto dettare leggi e norme. Improvvisamente la sua vita è sconvolta da un’esperienza che lo pone dal punto di vista non del dominatore ma del dominato.
Lear entra così in una sorta di “seconda infanzia” che gli procura un’innocenza che rende ancora più crudeli le azioni delle due figlie Goneril e Regan e nel momento in cui inizia a dire la verità è considerato pazzo. Nella versione scenica di Daniele Salvo, re Lear viene interpretato da un attore di grande esperienza e spessore scenico come Ugo Pagliai.
Grazie ad una scenografia essenziale, l’azione viene trasferita su un piano interiore con momenti privatissimi e tesi, di un’emotività fortissima, pura e arcaica. Gli elementi naturali dominano.
La pioggia, i tuoni e i lampi sono metafora della condizione interiore dei personaggi rispecchiandone l’emotività tormentata. La video proiezione viene qui utilizzata al servizio della messa in scena per creare illusioni, tempeste improvvise, incubi, visioni notturne, pianure e spiagge immense su cui Lear consuma la propria follia.
Regia Daniele Salvo
Traduzione Emilio Tadini
Scene e costumi Barbara Tomada
Musiche originali Marco Podda rielaborate elettronicamente da Lisma Project (di Enrico Melozzi e Stefano De Angelis)
Elaborazioni immagini video Indyca (di Giandomenico Musu e Simone Catania)
Assistente alla regia Paolo Orlandelli
Interpreti
Lear Ugo Pagliai
Il fool di Re lear Francesco Colella
Il Re di francia; gentiluomo Tommaso Cardarelli
Il duca di borgogna; un cavaliere; gentiluomo Andrea Romero
Il duca di cornovaglia Max Sbarsi
il duca di albany da definire
Il conte di kent Alfonso Veneroso
Il conte di gloucester Virgilio Zernitz
Edgar Gianluigi Fogacci
Edmund Giacinto Palmarini
Goneril Melania Giglio
Regan da definire
Cordelia Federica Bern
Oswald Nicola Bortolotti
Un medico; curan Paolo Orlandelli
Un ufficiale; un cavaliere; un servo Niccolò Rizzini
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