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Luglio 2010

dall’8 al 18 luglio ore 21.15; 10 e 11 luglio ore 22.30
(lunedì riposo)

I DUE GENTILUOMINI DI VERONA
di William Shakespeare

Regia di Francesco Sala
Traduzione e adattamento di Vincenzo Cerami
Musica di Nicola Piovani
Produzione Politeama Srl

E’ probabilmente la prima commedia scritta da Shakespeare (1593) e narra le vicende amorose di Valentino e Proteo, amici di infanzia. Due amici che crescono assieme, si imitano, copiano l’uno il modo di fare dell’altro. Ma Eros non può essere condiviso pienamente neanche tra migliori amici ed ancora una volta è fonte di peripezie, equivoci, tradimenti, travestimenti, risentimenti. Il gioco di linguaggio adoperato da Vincenzo Cerami nella sua traduzione, restituisce al testo, seppur nella sua immediatezza, tutti gli aspetti meta-letterari di Shakespeare, rischiara le ambiguità, i sottintesi, i “puns” verbali e rende giustizia anche alla comicità e alla chiarezza dei personaggi dei servi.
La scena e i costumi di Silvia Polidori richiamano l’antico ideale elisabettiano di una Natura Madre benevola, che assieme alle tradizionali metafore di origine medievale, permettono una rivisitazione creativa dei luoghi comuni della cultura italiana percepita da Shakespeare. In questa commedia giovanile, si mescolano vorticosamente amore, amicizia, denaro e potere, si sovvertono allegramente le gerarchie servo-padrone, si ribaltano le identità per mezzo di travestimenti. La foresta popolata da ingenui banditi, nel pieno spirito pastorale, paleserà il lieto fine: conversione, perdono e promesse di riconciliazione con il mondo e con se stessi.
Francesco Sala

Le due serenate di Proteo, una dedicata a Giulia l’altra dedicata a Silvia, hanno la stessa musica: cambia solo il nome della dedicataria, ghiotta occasione per un compositore. L’occasione per giocare teatralmente con una partitura che sia insieme lirica e ironica, una musica che canti drammi d’amore senza prendersi sul serio. Come fa Shakespeare nelle commedie, a livelli inarrivabili.
Nicola Piovani

SULLA VERSIONE ITALIANA DE
I DUE GENTILUOMINI DI VERONA

Come si sa le commedie si nutrono di molta extratestualità, di giochi linguistici e modi di dire, di riferimenti all’attualità e ai miti di un’epoca, di vezzi e difetti ridicolizzati dall’autore.
Leggendo il testo originale de I due gentiluomini di Verona si intuisce perfettamente che molti dialoghi e monologhi del copione, nel secolo di Shakespeare, erano di esilarante divertimento. Comicità di situazione, gag, repertori caricaturali, per essere restituiti oggi con una certa attendibilità chiedono al traduttore di tradire la lettera per rimanere fedele allo spirito dell’opera. Chiedo quindi venia ai filologi se mi sono concesso qualche libertà.
Vincenzo Cerami 

Interpreti
(in ordine alfabetico)

ANTONIO
LANCIOTTO
PROTEO
VALENTINO
DUCA DI MILANO
TURIO
SILVIA
GIULIA
FULMINE
URSULA
PANTINO, OSTE
LUCETTA
BANDIT
I

NICOLA D’ERAMO
PIETRO DE SILVA
GIANLUCA GUIDI
GIAMPIERO INGRASSIA
UGO MARIA MOROSI
CLAUDIO PALLOTTINI
LOREDANA PIEDIMONTE
VIOLA PORNARO
RAFFAELE PROIETTI
GIULIA RUPI
ALESSIO SARDELLI
JESSICA UGATTI
LUCIA CRISTOFARO,
SIMONE FANTOZZI

MUSICISTI

MARCOS MADRIGAL,
ALICEWARSHAW,
SARA D’IPPOLITO

SCENE E COSTUMI
COREOGRAFIA
AIUTO REGIA
ASSISTENTE MUSICALE
ASSISTENTE ALLA REGIA
ASSISTENTE AI COSTUMI
ASSISTENTE SCENA

SILVIA POLIDORI
PAOLA MAFFIOLETTI
NORMA MARTELLI
ALESSIO MANCINI
MARIA CASTELLETTO
MANUELA VELARDO
ILARIA CARANNANATE

              

Direttore tecnico Stefano Cianfichi - Disegno luci Umile Vainieri - Progetto audio Franco Patimo - Capo macchinista Gerardo Espinoza - Macchinista Davide Cianfichi - Fonico di sala Daniele Patriarca - Fonico di palco Marco Scarpellino - Elettricisti Marco Maione e Davide Biasiolo - Capo Sarto Marco Calandra - Aiuto sarta Camilla Marcelli - Maschere Davide Bracci Realizzazione scene Andrea Morleschi - Attrezzeria Rancati - Calzature Pompei - Materiale audio Renato Fumasoli - Materiale luci Fonolight srl - Assistente alla produzione Teresa Rizzo - Amministrazione Alessandra Joudioux - Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura Patrizia Bracci - Ufficio stampa Politeama Cinzia D’Angelo

Produzione esecutiva ALESSANDRO FIORONI

 

dal 23 luglio al 1° agosto ore 21.15 (lunedì riposo)

Giorgio Albertazzi
in
LA TEMPESTA
di William Shakespeare

Regia di Daniele Salvo
Traduzione di Agostino Lombardo
Produzione Politeama Srl


“La Tempesta” nasce in un momento molto difficile: un momento in cui tutto si confonde e degrada in una spaventosa superficialità, in un deserto umano assoluto. La nave affonda. Shakespeare inizia con quest’immagine la sua “Tempesta”, con l’immagine di una società che cola a picco, un luogo in cui un Re e la sua corte, dalle loro lussuose stanze interne alla nave, tentano invano di dettar legge agli elementi naturali, disposti a tutto pur di salvarsi la vita, offendendo i marinai esposti alla tempesta, ostentando la loro presunta onnipotenza di piccoli uomini politici in balìa delle onde. Ma la tempesta, almeno in questo caso, è un’illusione, un artificio, una malìa teatrale organizzata da Prospero, il protagonista della pièce, che, come un direttore d’orchestra o un moderno regista, crea la realtà e la manipola a suo piacimento, intervenendo sugli elementi naturali. Siamo al Globe, nel teatro di William Shakespeare, un piccolo universo, metafora del “globo terrestre e di tutto ciò che contiene”. Nel nostro spettacolo il teatro di Prospero, luogo di tutta l’azione scenica, è un teatro abbandonato, in “disarmo”, un luogo dimenticato da tutti, sepolto nel tempo, ricoperto di polvere e calcinacci, un luogo di illusioni private, ossessioni, attese di epifanie meravigliose, luogo della mente e della passione, luogo ormai tristemente “demodé” e senza una funzione sociale precisa. È il luogo degli attori del mondo shakespeariano e del nostro mondo: la corte di un Re, creature fantastiche come Ariel e Caliban, spiriti e spettri, usurpatori e usurpati, vittime e carnefici. L’isola del mago Prospero coincide con il palcoscenico, pochi metri quadrati, estremo rifugio da un mondo in cui non ci si riconosce più. È un’isola bizzarra, in cui la realtà muta incessantemente, un labirinto in cui ad ogni istante è possibile smarrirsi irrimediabilmente, un luogo di riflessioni, rifrazioni, trappole mortali, miraggi ed utopie. Il teatro diviene così il luogo di una seconda chance, il “campo di battaglia” immaginario in cui Prospero/Shakespeare si prende una rivincita sulla vita reale. Attraverso Ariel tesse una ragnatela fittissima, mette in scena il suo ultimo spettacolo e lentamente, in modo sempre più amaro e definitivo, fa i conti con la vecchiaia, l’infermità e la morte. Su quest’isola tutti i personaggi perdono l’orientamento e vagano incessantemente, preda della follia e del dolore, per ritrovare se stessi. Tutte le loro misere certezze crolleranno di fronte alla sapienza sovrannaturale del demiurgo. Nel teatro di Shakespeare si rischia la vita, si gioca con le passioni, la fragilità, l’innocenza, la dolcezza e la violenza dell’uomo. E’ un gioco con il destino: si ritroverà la strada smarrita? Ci sarà almeno un sopravvissuto? D’improvviso la bacchetta magica si spezza, il filo si interrompe, il teatro crolla, il sipario si strappa, è finita l’illusione, non c’è più stupore e con gli occhi colmi di nostalgia, dolcezza e rabbia, non si potrà più giocare, non si potrà più accendere la fiamma, evocare fantasmi, svanire. Resterà unicamente la solitudine e l’amarezza: nella tempesta tutto si dissolverà. Ad eccezione del mare. Forse il vero ducato di Prospero, alla fine, resterà per sempre quella povera isola sospesa sul filo dell’orizzonte, luogo più reale del reale, non toccato dalla complessità della vita quotidiana, dall’arroganza della politica, dalla protervia degli intellettuali della corte, dalla compravendita delle cariche pubbliche, governato unicamente dal sogno e dall’illusione, un piccolo teatro in chiusura, sospeso nel nulla, sull’abisso.
Daniele Salvo


Interpreti
(in ordine alfabetico)

PROSPERO
FERDINANDO
MIRANDA
ALONSO
SEBASTIANO
CALIBAN
ARIEL
STEFANO
FRANCESCO, NOSTROMO
ADRIANO, CAPITANO
TRINCULO
ANTONIO
GONZALO

GIORGIO ALBERTAZZI
TOMMASO CARDARELLI
ROBERTA CARONIA
MASSIMO CIMAGLIA
PASQUALE DI FILIPPO
GIANLUIGI FOGACCI
MELANIA GIGLIO
MASSIMILIANO GIOVANETTI
ALESSANDRO LOI
DANIELE SALA
MARCO SIMEOLI
CARLO VALLI
VIRGILIO ZERNITZ

DANZATORI

MIRCO BOSCOLO,
VALERIA BRAMBILLA,
ROBERTO COLOMBO,
EUGENIO DURA,
VASCO GIOVANNELLI,
FREDDY REGAZZO

SCENE
COSTUMI
IN COLLABORAZIONE CON
MUSICHE ORIGINALI
COLLABORATORI AI MOVIMENTI
AIUTO REGIA
ASSISTENTE M° ALBERTAZZI
ASSISTENTE SCENOGRAFO
ASSISTENTE ALLA REGIA

ALESSANDRO CHITI
GIANLUCA SBICCA
SUSANNA PROIETTI
MARCO PODDA
EUGENIO DURA E
VASCO GIOVANNELLI
ALESSANDRO MACHIA
STEFANIA MASALA
FABIANA DI MARCO
EDOARDO ZUCCHETTI

Direttore tecnico Stefano Cianfichi - Disegno luci Umile Vainieri - Progetto audio Franco Patimo - Capo macchinista Stefano Mazzola - Macchinista Davide Cianfichi - Attrezzista Gerardo Espinoza - Fonico di palco Daniele Patriarca - Elettricisti Marco Maione e Davide Biasiolo - Capo Sarta Loretta Coccia - Aiuto sarta Paola Solimando - Sartoria GP11 - Scenotecnica Spazio Scenico - Attrezzeria Rancati - Calzature Pompei - Materiale audio Renato Fumasoli - Materiale luci Fonolight S.r.l. - Assistente di produzione Teresa Rizzo - Amministrazione Alessandra Jourdioux - Ufficio stampa Politeama Cinzia D’Angelo - Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura Patrizia Bracci

Produzione esecutiva ALESSANDRO FIORONI

Villa Borghese

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