Agosto 2008
dal 7 agosto 2008, ore 21.15
LA COMMEDIA DEGLI ERRORI
di William Shakespeare
Regia di Fabio Grossi
Traduzione di Guido Fink
Adattamento di Fabio Grossi
Produzione a cura di Politeama s.r.l.
(Riposo tutti i lunedì)
La commedia degli errori (The Comedy of Errors) è una delle prime commedie scritte da Shakespeare. Ispirata a I menecmi di Plauto, in quest'opera il meccanismo comico del doppio viene elevato a potenza: ai due omonimi fratelli si aggiungono i due servi, anch'essi identici e omonimi.
Nella storia delle rappresentazioni elisabettiane, le due coppie di gemelli sono state sempre interpretate da due attori dall'aspetto simile. In alcune rappresentazioni moderne, i fratelli e i servi sono stati interpretati da un unico attore. Nella versione scenica di Fabio Grossi, uno stesso attore interpreterà il ruolo dei due gemelli.
La compagnia è composta da giovani professionisti, ma si avvale di professionalità affermate nel mondo del teatro come Santuzza Calì per i costumi e Germano Mazzocchetti per le musiche, il disegno luci sarà curato da Umile Vainieri.
Questa lettura del lavoro shakespeariano sottolinea il clima da commedia che lo caratterizza: pur rispettando il dramma raccontato inizialmente, il percorso si snoderà tra ambiguità ed equivoci propri della trama. Il gioco dell'uguale letto come il diverso, consente di evidenziare come la diffidenza nei confronti di ciò che si ritiene diverso può portare verso una confusione d'intenti che va oltre il ragionevole dubbio. In questo gioco di doppi, quello che all'inizio passerà come drammatica espressione di vita, alla fine si contrapporrà con il proprio doppio, in una metafora che oscilla tra la vita e la morte.
La vicenda si svolge in una unica giornata, dall'alba al tramonto, passando da un tragico inizio, con Egeone condannato a morte, al più classico degli happy end, con la famiglia ritrovata e un nuovo matrimonio all'orizzonte.
Regia Fabio Grossi
Traduzione Guido Fink
Adattamento Fabio Grossi
Costumi Santuzza Calì
Musiche Germano Mazzocchetti
Disegno Luci Umile Vainieri
Movimenti coreografici Monica Codena
Aiuto regista Mimmo Verdesca
Interpreti
Solino, duca di efeso Andrea Gambadoro
Egeone, mercante di siracusa Gianni Giuliano
Antifolo di efeso; antifolo di siracusa, figli gemelli di Emilia ed Egemone
Fabrizio Amicucci
Dromio di efeso; dromio di siracusa, servi gemelli dei due antifoli Marco Simeoli
Balthazar, mercante Gianni Verdesca
Angelo, gioielliere Gerardo Fiorenzano
Dottor pinch, maestro di scuola ed esorcista Gianni Verdesca
Primo mercante Niccolò Rizzini
Secondo mercante Roberto Saura
Una guardia Federico Mancini
Emilia, moglie di Egeone e priora dell'abbazia di efeso Loredana Piedimonte
Adriana, moglie di antifolo di efeso Federica Bern
Luciana, sua sorella Valentina Gristina
Lucietta, sguattera in casa di Adriana Cristina Capodicasa
Etèra Rita Abela
Il boia Alessandro Gorgone
Cavalli - Soldati - Servi
Luciana, sua sorella Valentina Gristina
Luce (O Nell), sguattera in casa di Adriana Cristina Capodicasa
Una Prostituta Rita Abela

dal 30 agosto 2008, ore 21.15
IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
Regia di Loredana Scaramella
Produzione a cura di Politeama s.r.l.
(Riposo tutti i lunedì)
Scontro culturale, dimenticanza e intolleranza da parte dei figli alle leggi dei padri. Conflitto fra amicizia e amore. Amore, generosità e bellezza contro dovere, egoismo, rigore, competizione.
Questi i temi, sempre attuali, che Shakespeare affronta nel Mercante di Venezia.
In una Venezia notturna ed efficiente, lo squattrinato Bassanio trascina l'amico Antonio su una strada che potrebbe portarlo alla rovina, mentre a Belmonte Porzia aspetta invano qualcuno che la liberi dal voto paterno risolvendo l'enigma necessario per ottenere la sua mano.
La storia racconta che Bassanio risolve il mistero e conquista il cuore della colta, sofisticata Porzia che poi dovrà perdonare il tradimento che l'amante compie ai suoi danni per favorire l'amico Antonio. Un perdono facile, quello degli amanti, che da sempre così cercano di sopravvivere a offese e tradimenti.
Diverso è l'esito della partita fra l'Ebreo e il Cristiano.
A Venezia, dove è la classe dei mercanti ad essere "principesca", il commercio è la zona di eccellenza e l'aristocrazia si occupa di tutelarla con leggi che difendano gli affari. La Repubblica per questo è tollerante con gli stranieri ed offre ospitalità al mondo eterogeneo dell'epoca. Ma quando uno straniero tocca i privilegi di un mercante, rispettando la legge e portandola alle sue estreme e paradossali conseguenze, allora la legge deve flettersi alla necessità di salvare il Mercante.
E l'etica inflessibile dell'Ebreo Shylock, che non conosce mediazione né perdono, punta il dito sulla parzialità della legge veneziana e fa apparire quasi strumentale il discorso della clemenza e del perdono che rende la cattolica Venezia più elastica nelle sue sentenze, certo, ma assai poco affidabile.
L'Ebreo se ne va in silenzio e la sua uscita di scena segna la sconfitta della rigidità della legge antica rispetto alla moderna, proteiforme legalità.
Shylock è un ebreo nel senso più antico del termine - ibril "colui che vive di là dal fiume" - quindi l'Altro in tutte le sue accezioni, l'Altro verso cui la Legge fatica ad essere giusta.
Regia Loredana Scaramella
Traduzione e adattamenti Loredana Scaramella
Movimenti Di Scena Alberto Bellandi
Costumi Marco Calandra
Musiche di Stefano Fresi
Eseguite dal Trio William Kemp
Aiuto regia Ivan Olivieri Tiziano Panici
Interpreti
Shylock Carlo Ragone
Antonio Lino Guanciale
Bassanio Mauro Santopietro
Porzia Loredana Scaramella
Il Doge Di Venezia Roberto Mantovani
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