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Agosto 2010

dal 4 al 13 e dal 18 al 22 agosto

MOLTO RUMORE PER NULLA
di William Shakespeare

Regia di Loredana Scaramella
Traduzione e adattamento Loredana Scaramella e Mauro Santopietro
Produzione Politeama Srl

Parole, parole, parole…
Molto rumore per nulla è una commedia invasa da una gioia luminosa resa ancor più accecante da una lama d’ombra cupa che per alcuni istanti l’attraversa. È un apologo illuminante sul potere della parola. È una danza frenetica e trascinante, una storia di anime giovani che sono messe alla prova dal tradimento, e vengono domate dall’intuizione che la vita è in gioco in ogni istante e che ne siamo responsabili. Il titolo racchiude tutti i sensi della favola raccontata. E li nasconde proprio in quel nulla apparentemente inoffensivo. Nothing allude ai mondi figli dell’illusione che governa gli animi in preda alle passioni, come il giovane Claudio, o i cervelli troppo attivi votati a desideri eccessivi, come il maledetto Don Juan. Ma suona anche parente di noting, e proprio l’azione di osservare e spiare mette in moto il sistema di equivoci che porta avanti la storia. Nulla come un basso continuo contrapposto al suono di mille parole, alla frenesia che spinge gli uomini ad agire, amare, lottare, fantasticare, agitarsi. Questa agitazione, che ha la sua sintesi nell’eccitazione sessuale, sceglie come teatro una casa ospitale, d’estate, al caldo, in Sicilia, un luogo che per Shakespeare certo significava esotismo, sensualità. E così quel nothing, nella sua forma gergale antica, viene anche ad alludere al sesso femminile, attorno al quale tanto rumore si scatena. Don Pedro, Principe d’Aragona, arriva con i suoi capitani. Soldati stranieri, gli Spagnoli tanto invisi all’Inghilterra di Shakespeare. Truppe d’occupazione. Finito il gioco della guerra, si posano le armi ed inizia il riposo. Gli uomini cedono alla tentazione di giocare agli Dei, cercando di manipolare secondo il loro volere la sorte di chi li circonda attraverso le armi previste dalla pace: le parole. Nei sette giorni che precedono la data stabilita per le nozze tra Claudio ed Ero, pugnali di parole penetrano nel cuore di Benedetto e Beatrice, feriscono la fiducia di Claudio nella fanciulla che dovrebbe sposare, lacerano l’onore della casta Ero e della sua famiglia, spingendo il clima euforico di pausa ed allegria sull’orlo della tragedia. Ma le parole sono armi magiche e possono anche risanare il danno che hanno provocato. Nella forma sconnessa dei discorsi di un ubriaco e dei resoconti di due guardie che lottano con i suoni ed i sensi ed approdano al nonsense, si trasformano in strumento di giustizia e sciolgono gli equivoci che avevano creato. Usate per difendersi dalle emozioni dell’amore, diventano il mezzo per esprimerlo, dargli forma e renderlo reale. Così, dopo l’euforia della festa interrotta da un lampo di morte, si sopravvive e ci si ritrova ad una doppia festa di nozze, che segna l’inizio di un tempo nuovo: quello della pace vera, in un mondo adulto nel quale si incontrano in equilibrio instabile gioco e serietà, ragione ed emozioni, maschile e femminile, in cui l’eccesso viene tenuto a freno dalla coscienza. Come il funambolo che, camminando sulla corda, per un istante ha visto sotto di sé il vuoto, il nulla. E procede.
Ritornare su questo testo dopo quattro anni è una grande gioia. L'energia che comunica, il senso di coralità e di gioco che lo impronta, la complicità a cui sembra invitare pubblico e attori suonano come un grande spunto di riflessione in questi nostri tempi di crisi e conflitti. Sostenuti dalla musica frenetica del Salento, dal lavoro di attori e musicisti e dalla fantasia di Shakespeare, ci auguriamo di tornare ad offrire un appuntamento con un teatro povero, quanto più vicino a quella condizione carnale e diretta di comunicazione che l'ha tenuto in vita fino ad oggi.
Loredana Scaramella


Interpreti
(in ordine alfabetico)

CLAUDIO
ERO
DON PEDRO
BORRACIO
ORSOLA
MARGARET
LEONATO
ANTONIO, GIUDICE
DON JUAN, SORBA
CORRADO
FRATE FRANCESCO
BALDASSARRE, CORNIOLO
BENEDETTO
BEATRICE
PRIMA GUARDIA, RAGAZZO
SECONDA GUARDIA,MESSO

FAUSTO CABRA
MIMOSA CAMPIRONI
FEDERIGO CECI
ALESSANDRO FEDERICO
PAOLA GIANNETTI
GLORIA GULINO
DANIELE GRIGGIO
ROBERTO MANTOVANI
LINO MUSELLA
IVAN OLIVIERI
RAFFAELE PROIETTI
CARLO RAGONE
MAURO SANTOPIETRO
LOREDANA SCARAMELLA
FEDERICO TOLARDO
TAIYO YAMANOUCHI

MUSICHE ESEGUITE
DAL VIVO DAL

TRIOWILLIAM KEMP, DANIELE CONTE, ANTONIO PAPPADÀ, GIANLUCA ZAMMARELLI

AIUTO REGIA E MOVIMENTI
DI SCENA

ALBERTO BELLANDI

COSTUMI

MUSICHE
ASSISTENTI ALLA REGIA

MARCO CALANDRA E SUSANNA PROIETTI
STEFANO FRESI
ALEXANDRO FORTUNATO, CECILIA NOCELLA

Direttore tecnico Stefano Cianfichi - Disegno luci Umile Vainieri - Progetto audio Franco Patimo - Capo macchinista Gerardo Espinoza - Fonico di sala Daniele Patriarca - Fonico di palco Alexander Tramontin - Elettricisti Marco Maione e Davide Biasiolo - Capo Sarta Loretta Coccia - Aiuto sarto Marco Calandra - Attrezzeria Rancati - Calzature Pompei Materiale audio Renato Fumasoli - Materiale luci Fonolight srl - Assistente di produzione Teresa Rizzo - Amministrazione Alessandra Joudioux - Ufficio stampa Politeama Cinzia D’Angelo - Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura Patrizia Bracci

Produzione esecutiva ALESSANDRO FIORONI

 

dal 25 agosto al 5 settembre ore 21.15 (lunedì riposo)

LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare

Regia di Marco Carniti
Traduzione di Masolino D’Amico
Produzione Politeama Srl

La bisbetica domata o La domatrice bisbetica. Manuale per il domatore di oggi.
L’amore libera o rende schiavi? La bisbetica Caterina è stata plagiata o ha trovato la sua vera natura nella totale sottomissione a Petruccio? E alla fine chi è il vero domatore? Il maschio sulla femmina o viceversa? Ovvero: chi doma chi?
La bisbetica domata è una commedia che fa riflettere con divertimento e leggerezza di come la vita sia teatro e viceversa, e come si debba imparare a sostenere il proprio ruolo per recitare bene la propria vita. I rapporti in teatro come nella vita sono frutto di abili manipolazioni e la vita è' un labirinto di illusioni dove è facile rimanere ingabbiati: ecco la morale dell'autore.
Il prologo da me trasposto al contemporaneo, espone chiaramente una visione alquanto cinica dell'essere umano: la burla di un potente signore che illude un uomo povero di essere sempre stato ricco e che a causa di una misteriosa follia ha sempre creduto di essere povero; confondendogli cosi la realtà con il sogno. Lo stesso metodo che Petruccio usa per ribaltare la realtà di Caterina, facendole credere che la sua condizione di bisbetica è solo un’illusione: una maschera. Una commedia sull’illusione e sulla manipolazione mentale.
Un gioco comico ricco di travestimenti di teatro nel teatro in cui l'apparenza prevale sulla realtà e dove si esamina il lato dominante del maschio e di come sa esercitare programmaticamente il suo potere sessuale e economico sugli altri.
La nostra vita è una guerra di potere. Tutti fingono di essere altro da quello che sono. Ognuno con il suo obbiettivo da raggiungere e una battaglia da vincere. Ognuno con le proprie armi, chi il potere, chi il denaro, chi l'inganno, chi l'umorismo, chi la forza, chi la tortura.
Si rappresenta quindi una Bisbetica che sa di contemporaneo.
Dove tutto rispecchia uno stato di “mutazione”: i costumi richiesti a Maria Filippi in camouflage militare e lo spazio scenico pensato da me e dall'architetto svizzero Nicolas Hunerwadel, che rappresenta un palcoscenico-palestra, delimitata da una gabbia astratta fatta solo di corde da teatro. Una palestra per l'addestramento come metafora del mondo. Addestramento dell'essere umano. Un ring da boxer dove I personaggi si allenano al match della vita.
Un luogo di cambiamenti, trasformazioni e metamorfosi.
Uno spazio per la mutazione dove Petruccio avvia il suo programma di addestramento alla sottomissione di Caterina.
Tutto a fin di bene........
La bisbetica domata si compone di due trame incrociate. La principale racconta la vicenda di Caterina, l'insolente figlia maggiore di un signore padovano scelta come sposa da Petruccio, giovane veronese allettato dalla sua ricca dote. Per domarne il carattere ribelle Petruccio la costringerà a privazioni e umiliazioni di ogni genere fino a farne la più docile innamorata delle mogli. A questa trama fa da cornice una invenzione squisitamente teatrale: quella del calderaio ubriaco Sly, al quale un nobile signore fa credere di essere un ricco riverito dai suoi servi, a beneficio del quale viene allestita la rappresentazione che il pubblico vede insieme a lui.
Marco Carniti

Interpreti
(in ordine alfabetico)

GRUMIO
BIONDELLO - FILIPPO
TRANIO
CATERINA
LUCEZIO
SLY - VINCENZO,
VECCHIO GENTILUOMO
SARTO - PRETE
PETRUCCIO
BIANCA
ORTENSIO - CURZIO
VEDOVA
NATANIELE
BATTISTA
GREMIO

GIANNI CANNAVACCIUOLO
TOMMASO CARDARELLI
PATRIZIO CIGLIANO
SANDRA COLLODEL
ENZO CURCURÙ
NICOLA D’ERAMO

MASSIMO DI MICHELE
MAURIZIO DONADONI
MELANIA GIGLIO
GIGI PALLA
LOREDANA PIEDIMONTE
RAFFAELE PROIETTI
LIBERO SANSAVINI
MASSIMILIANO SBARSI

SCENOGRAFIA

SCENOGRAFO REALIZZATORE
COSTUMI
LUCI
IN COLLABORAZIONE CON
MUSICHE

ASSISTENTE ALLA REGIA
ASSISTENTE AI COSTUMI

NICOLAS HUNERWADEL,
MARCO CARNITI
FRANCESCO SCANDALE
MARIA FILIPPI
PAOLO FERRARI
UMILE VAINIERI
DAVID BARITTONI E
GIACOMO DE CATERINIS
ADAMO LORENZETTI
MARCO CALANDRA

Direttore tecnico Stefano Cianfichi - Disegno luci Umile Vainieri - Progetto audio Franco Patimo - Capo macchinista Gerardo Espinoza - Fonico di sala Daniele Patriarca - Fonico di palco Alexander Tramontin - Elettricisti Marco Maione e Davide Biasiolo - Capo Sarta Loretta Coccia - Aiuto sarto Marco Calandra - Calzature Pompei - Materiale audio Renato Fumasoli - Materiale luci Fonolight srl - Assistente di produzione - Teresa Rizzo Amministrazione Alessandra Joudioux - Ufficio stampa Politeama Cinzia D’Angelo - Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura Patrizia Bracci

Produzione esecutiva ALESSANDRO FIORONI

Lottomatica

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