Comune di Roma Villa Borghese

Luglio 2007

dal 4 al 15 luglio 2007, ore 21.00

La Tempesta

di William Shakespeare

Regia di Giuseppe Dipasquale
Traduzione ed elaborazione di Andrea Cammilleri - Giuseppe Dipasquale
Produzione Lunariateatro - Teatro degli Alchimisti

(Riposo tutti i lunedì)

Scritta da Shakespeare alla fine della sua carriera e della sua vita, La Tempesta affronta il tema dell'illusione e del sogno e racconta di come l'uomo viva e agisca sotto l'influsso di due realtà parallele: la vita reale e quella di un universo misterioso  che a volte si dimostra più forte e concreto del reale. Il mistero dell’alchimia creativa, condotta da Prospero con sapienza artigianale e la distaccata vendetta del suo esilio, sollecitano una pericolosa domanda: è ancora possibile oggi costruire il modello di una sopravvivenza umana che non poggi solo sull’idea dello scambio materiale di interessi?

La Tempesta e i suoi personaggi suggeriscono un percorso scenico che si snoda nel labirinto estremo dell’immaginazione, lasciandosi cullare dalla necessità di alludere, indicare, plasmare e far risuonare memorie e realtà apparentemente sconosciute. Il gioco scenico e quello dell’anima, procedono legati dal filo invisibile dell’alchimia teatrale.

Ma La Tempesta non è soltanto un gioco scenico. E' anche e soprattutto un percorso spirituale, un messaggio poetico dai contorni ben delineati.
L’esilio di Prospero, subito e non cercato, suggerisce di raccontare questa storia in un luogo senza confini e senza spazio. Dalla scena, che rappresenta un’isola senza inizio e senza fine dove ogni cosa vive come sospesa, alle immagini che nascono in essa, al corpo dei personaggi che vagano senza tempo e senza confini. Tutto cerca di rispondere al criterio di creazione di immagini viste con lo sguardo distante e al tempo stesso vitalissimo dell'Anima.  L’isola di Prospero è l’anima ormai esclusa dell’uomo. La versione scenica di Giuseppe Dipasquale ha esordito al Festival Shakespeariano di Danzica (Polonia).

Regia e Scene  Giuseppe Dipasquale
Traduzione ed elaborazione  Andrea Camilleri - Giuseppe Dipasquale
Costumi  Angela Gallaro
Musiche  Massimiliano Pace
Direttore di scena  Carmelo Marchese
Fonico  Salvo Torrisi
Proiezioni video  Luca Bonaccorsi
Luci  Edoardo Seminara
Organizzazione  Sergio Seminara
Produzione Ass.ne teatro degli Alchimisti in co-produzione Ass.ne Lunaria Teatro e Mediaterra

Interpreti

(in ordine alfabetico)

Ferdinando, figlio del re  Filippo Brazzaventre       
Miranda, figlia di Prospero Valeria Contadino
Calibano, schiavo  Alessandra Costanzo
Antonio, l’usurpatore  Nino D’Agata
Prospero, legittimo duca di Milano  Fulvio D’Angelo
Trinculo, buffone  Mimmo Mignemi
Ariele, spirito dell’aria  Marcello Perracchio
Sebastiano, fratello del re  Giampaolo Romania
Adriano, nobile  Chiara Seminara
Alonso, re di Napoli  Riccardo M. Tarci
Gonzalo, onesto consigliere  Aldo Toscano 
Stefano, dispensiere  Angelo Tosto

dal 21 luglio al 5 agosto 2007, ore 21.00

Sogno di una notte di mezza estate

di William Shakespeare

Regia di Riccardo Cavallo
Traduzione di Simonetta Traversetti
Produzione TreTrediciTrentatre

(Riposo tutti i lunedì)

La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. E’ comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre). Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck.

 “Sogno di una notte di mezza estate”, scritta in occasione di un matrimonio, è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge. Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti. Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia. E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie.

La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico.
Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda.
 
Regia  Riccardo Cavallo
Traduzione Simonetta Traversetti
Costumi Manola Romagnoli
Scene Silvia Caringi e Omar Toni
Consulente musicale Stefano De Meo
Aiuto regia Francesca Romana De Berardis, Mario Schitzer, Livia Saccucci
Disegno Luci Umile Vainieri
Disegno Audio Franco Patimo
Direttore di scena Stefano Mazzola
Produzione Tretredicitrentatrè 

Interpreti

Teseo, duca d’Atene  Nicola D’Eramo
Ippolita, regina delle Amazzoni  Daniela Tosco
Egeo, padre di Ermia  Stefano Mondini
Ermia  Valentina Marziali                   
Lisandro, innamorato di Emia  Daniele Grassetti    
Demetrio  Marco Paparella                                           
Elena  Federica Bern 
Filostrato  Fabrizio Amicucci
Oberon, re degli Elfi  Gianni De Feo
Titania, regina delle Fate Claudia Balboni             
Fata  Cristina Noci
Puck  Fabio Grossi
Peter Zeppa  Marco Simeoli
Nick Chiappa  Gerolamo Alchieri
Fancis Ciufolo  Roberto Stocchi
Tom Beccuccio  Alessio Caruso
Tassello  Andrea Pirolli

Lottomatica

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