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Stagione 2013 -
dal 12 al 22 settembre ore 20.45

Re Lear

Regia di Daniele Salvo

"Spetta a noi il peso di questi tristi tempi. 
Dobbiamo dire ciò che sentiamo dentro 
e non perché siamo costretti a dirlo. 
Il più vecchio di noi ha sofferto 
Noi che siamo giovani non vedremo mai così tante cose 
e non vivremo certo tanto a lungo." 

W. Shakespeare 

Dopo la fortunata messinscena di Re Lear di qualche anno fa al Globe Theatre, con un grande Ugo Pagliai, ho pensato di affrontare nuovamente questo testo inesauribile avvalendomi di una compagnia interamente formata da attori giovani. 
L...
"Spetta a noi il peso di questi tristi tempi. 
Dobbiamo dire ciò che sentiamo dentro 
e non perché siamo costretti a dirlo. 
Il più vecchio di noi ha sofferto 
Noi che siamo giovani non vedremo mai così tante cose 
e non vivremo certo tanto a lungo." 

W. Shakespeare 

Dopo la fortunata messinscena di Re Lear di qualche anno fa al Globe Theatre, con un grande Ugo Pagliai, ho pensato di affrontare nuovamente questo testo inesauribile avvalendomi di una compagnia interamente formata da attori giovani. 
Lear è un leggendario sovrano della Britannia, vissuto alcuni secoli prima di Cristo che, vicino alla vecchiaia, decide di dividere il suo regno tra le figlie e i mariti, pur mantenendo la sua autorità regale. E' la tragedia dei padri incapaci di capire i loro figli, padri che sono ciechi di fronte all'adulazione dei figli che li vogliono ingannare e ciechi di fronte alla devozione dei figli che invece li amano. Lear pagherà i suoi "errori politici" a caro prezzo: non riconoscerà l'affetto e la sincerità di Cordelia e affiderà il potere nelle mani sbagliate con effetti distruttivi. Sino a quel momento Lear aveva potuto dettare leggi e norme. Improvvisamente la sua vita viene sconvolta da un'esperienza che lo pone non dal punto di vista del dominatore ma del dominato. Lear si rifugia così in una sorta di "seconda infanzia" che gli procura un'innocenza che rende ancora più crudeli le azioni delle due figlie Goneril e Regan e nel momento in cui finalmente inizia a dire la verità viene considerato pazzo. Molti elementi di questo testo naturalmente fanno pensare alla nostra società e alle sue discutibili consuetudini: si tratta di un analisi puntualissima del Potere e dei suoi effetti sulla psiche umana. La lente deformante dell'ego e del dominio acceca gli occhi del sovrano e del politico e lo spinge al più totale isolamento affettivo. Per non distrarre lo spettatore dal lavoro sull'interiorità di questi straordinari personaggi, ho pensato di sottrarre quanto più possibile elementi decorativi, effetti e trovate registiche per giungere ad un'essenzialità e nitidezza interpretativa quanto mai necessaria, a mio avviso, alla messinscena di questo testo. Grazie all'utilizzo di una scenografia davvero essenziale, l'azione viene trasferita su un piano interiore, con momenti privatissimi e tesi, di un'emotività fortissima, pura ed arcaica. Gli elementi naturali dominano: la pioggia, i tuoni e i lampi sono metafora della condizione interiore dei personaggi rispecchiandone l'emotività tormentata. Si tratta di un lavoro "sperimentale", low budget, frutto di un laboratorio rivolto a giovani artisti (con l'eccezione di due attori di grande esperienza come Graziano Piazza e Francesco Biscione, nei due ruoli principali) ma non cercate in questa occasione elementi performativi o di ricerca visiva accattivante: non è mia intenzione e non è questa la sede giusta. Intendo invece qui lavorare esclusivamente sull'interpretazione e sulla direzione degli attori, cercando di avvicinarmi al cuore del mistero di questo meraviglioso testo, confrontandomi con umiltà con le grandi interpretazioni del passato, che non vanno dimenticate o rinnegate. In questo percorso ci guidano la follia, l'innocenza,la ricerca, l'energia, la dolcezza e la determinazione propria dei giovani. In questo piccolo e sfortunato Paese, fatto di consorterie, esperti politicanti, specialisti e marionette senz'anima forse, anche solo per una sera, non sarà una colpa essere ancora giovani. 

 Daniele Salvo
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Cast

Gloucester:
Francesco Biscione
Duca di Cornovaglia:
Marco Bonadei
Cordelia:
Mimosa Campironi
Duca di Albany:
Simone Ciampi
Conte di Kent:
Elio D’ Alessandro
Edgar:
Pasquale Di Filippo
Capitano, Cavaliere:
Diego Facciotti
Goneril:
Marcella Favilla
Fool:
Selene Gandini
Re di Francia, Medico:
Alessio Genchi
Edmund:
Roberto Laureri
Primo cavaliere, un servo:
Sebastian Morosini
King Lear:
Graziano Piazza
Regan:
Silvia Pietta
Duca di Borgogna, Curan:
Matteo Milani
Oswald:
Giuliano Scarpinato

 

Regia:
Daniele Salvo
Traduzione e adattamento:
Emilio Tadini
Musiche:
Marco Podda
Disegno luci:
Umile Vainieri
Disegno audio:
Franco Patimo
Scene e costumi:
Silvia Aymonino
Assistente ai costumi:
Vera Pierantoni Giua
Immagini video:
Indyca
Collaboratore ai movimenti:
Antonio Bertusi
Assistente alla regia:
Alessandra Puliafico
Coach attori:
Melania Giglio
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